Il comune è sull’orlo del fallimento.
Da mesi non vengono pagate le bollette della luce. La città è al buio.
La spazzatura non viene raccolta perché i netturbini non ricevono lo stipendio. Rifiuti per le strade e cassonetti incendiati.
Addirittura i buoni rilasciati per l’acquisto dei libri scolastici non vengono accettati perché le librerie attendono ancora il rimborso dell’anno scorso.
Non è di Napoli che stiamo parlando, non c’è la Jervolino o Bassolino, stavolta si parla di Catania, di Cuffaro e sopratutto di Scapagnini, sindaco fino a febbraio, mese in cui si è dimesso: esattamente all’inizio della fine. Scapagnini abbandona la città proprio quando il dissesto finanziario inizia ad essere visibile. A gennaio iniziano i primi tagli della luce da parte dell’Enel per omissione nei pagamenti.
La situazione attuale, dice Scapagnini “era già grave prima e noi siamo stati martirizzati dal governo di centrosinistra”. Curiosa affermazione se si pensa che lui è sindaco di Catania dal 2000, Cuffaro presidente di regione dal 2001 e il governo Berlusconi è durato dal 2001 al 2006.
In maggio una sentenza del tribunale di Catania condanna Scapagnini a due anni e mezzo di carcere per abuso d’ufficio. Pare che pochi giorni prima delle elezioni del 2005, poi da lui vinte, abbia elargito nelle buste paghe dei dipendenti del comune, dai 300 ai 1000 euro in contributi previdenziali, a seguito dei danni provocati dalla cenere di una eruzione dell’Etna.
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Inoltre, c’è un’indagine in corso relativa agli appalti per la realizzazione di parcheggi sotterranei. Sembra che per uno sfortunato susseguirsi di irregolarità delle buste (i magistrati scrivono “un simulacro di gara“), solo un’impresa abbia presentato un offerta valida, aggiudicandosi senza troppi sforzi l’appalto. L’impresa vincente riceve una sorpresa inaspettata: vengono concesse le autorizzazioni per la costruzione di un centro commerciale in luogo del parcheggio. Qualcuno ha messo all’asta l’elefante simbolo della città di Catania “Causa dissesto finanziario vendesi statua raffigurante un elefante conosciuta come U Liotru” |
L’attuale sindaco Stancanelli in una lettera chiede l’aiuto del presidente del consiglio, il quale ha prontamente garantito l’interessamento del governo
Qualche catanese si è già sentito preso in giro dall’abolizione dell’ICI sulla prima casa, cavallo di battaglia del cdx. Per il comune, indebitato fino al collo, togliere l’ICI ha voluto dire aumento dell’IRPEF dal 0,2 al 0,6% per tutti i lavoratori, aumento dei biglietti degli autobus del 25%, +50% sulle tariffe degli stalli del mercato ittico, +25% sui servizi di espurgo pozzi neri, + 15% sui trasporti funebri. L’ICI sulle case diverse dalla prima è stata ovviamente aumentata.
Sicilia: la roccaforte del centro destra. E la lega che dirà?


Un saluto dal nord milanese neoprogressista a un catanese, un siciliano per bene, Ginwal…
Arrivo qui da te grazie alla ‘Federazione’.
Dopo l’Alitalia, Catania. E forse anche Taranto. Dopodiché verranno le Ferrovie e, tra qualche anno forse, anche mamma Rai. E mentre tutto questo “corre, scorre e soccorre” – come scriveva Baricco in uno dei pochi libri decenti che ha prodotto – gli italiani guardano altrove. Rivoterebbero Silvio a occhi chiusi. Gli stessi che continuano a tenere chiusi davanti alle riforme promesse dal Governo sulla giustizia (ad esempio, sul proposito di dividere la polizia giudiziaria dai pm!!!), sui processi, sui tagli alla sicurezza (fatti salvi i soldati in città, carta stagnola!) o, più banalmente, sulla non-tracciabilità dei trasferimenti bancari introdotta nei primi giorni del governo Silviesco. Un giorno vedrete, ci ritroveremo come l’Argentina. Sempre che non implodiamo prima.
Emilio
Come Catania, anche Modica… ci dividono cento chilometri, ma la situazione è praticamente identica
che tristezza
[...] Die Gemeinde Catania ist so gut wie pleite. Die Stromrechnungen wurden seit Monaten nicht bezahlt, Teile der Stadt sind ohne Licht. Die Angestellten der städtischen Müllabfuhr erhielten mehrfach kein Gehalt, der Müll liegt auf den Straßen, die Container brennen. Die von den Schulen ausgegebenen Gutscheine für die Schülbücher werden von den Buchgeschäften nicht angenommen. Man wartet immer noch auf die Bezahlung vom letzten Jahr. [via: Ginwal’s Weblog] [...]
[...] [via: Ginwal’s Weblog] [...]