Un cittadino extracomunitario che lavora regolarmente in Italia, può richiedere il ricongiungimento familiare con la moglie che si trova nel paese di origine. La donna, che arriva qui, compiuti i 65 anni di età, se il marito guadagna meno di 850 euro mensili, ha diritto all’assegno sociale di 395.59 euro.
Io mi chiedo dove sia lo scandalo in tale meccanismo. Forse gli “sprechi” dai quali il nostro paese deve liberarsi sono questi? Evidentemente i nostri governanti la pensano così e decidono che per usufruire dell’assegno sociale è necessario che siano stati versati almeno 10 anni di contributi, di fatto escludendo gli extracomunitari dal diritto di beneficiarne.
Peccato però che in questo modo vengano esclusi anche tutti gli italiani più bisognosi: disoccupati, missionari, casalinghe. C’è da dire poi che con l’attuale sistema contributivo, chi ha versato 10 anni di contributi, ha già diritto alla pensione di vecchiaia.
